Quale strategia di web marketing per il 2018?

Crisi del retail e del punto fisico? Cresce Amazon. L’omnicanalità è la risposta: lo store fisico si sta trasformando in un touch point per l’ecommerce.

Sai bene quanto sia importante sviluppare una corretta strategia di marketing per lanciare la tua azienda o il tuo prodotto e, dunque, per incrementare le vendite. Non puoi immagine o tantare la fortuna: devi, sicuramente, impostare un’analisi del tuo target referenziale di pubblico, ma dovresti anche sapere quali sono le attività di business realizzate dai competitor e, più in generale, dalle altre aziende.

In questo caso, puoi far riferimento ai vari report che troverai sul web. La Fusaro Group ti riporta alcuni dati interessanti del report di Casaleggio&Associati, pubblicato proprio a maggio 2018 (scarica il report).

«Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito alla crisi e alla chiusura di negozi tradizionali di aziende storiche come come Toys R us, che ha dichiarato bancarotta e sta procedendo alla chiusura di 170 degli 800 negozi USA, o Foot Locker che nel 2017 ha chiuso 147 negozi e prevede di chiuderne altri 110 nel 2018 – si legge nel report -. Questo in parte è dovuto all’impatto di Amazon, che nel 2017 ha generato 177,9 miliardi di dollari, il 30,8% in più dell’anno precedente, il 49% come etailer e il 51% come marketplace. L’indice Death by Amazon, messo a punto da Bespoken, lo dimostra, mettendo in luce i 50 retailer tradizionali più vulnerabili alla concorrenza del Gruppo, come ad esempio Target, Macy’s e Wal-Mart».

Bisogna, però, evidenziare che questa crisi del fisico può essere attribuita alla necessità di evoluzione del retail tradizionale e alle difficoltà di alcuni Gruppi nel mettere in atto le misure necessarie.

La risposta alla crisi del retail e alla difficoltà dei venditori online è l’omnicanalità. «Nel 2017 il 17% delle aziende intervistate dichiara di avere un alto livello di implementazione della strategia omnicanale. Il 37% ha iniziato a svilupparla, mentre il 12% ha pianificato di lanciarla nel corso del 2018. Il 10% dichiara che per loro non è applicabile, mentre il 24% che non ha in previsione di svilupparla – specifica il report -. Le tipologie di dati che vengono laborate per strutturare l’omnicanalità sono numerose. Si rileva che le aziende riescono a elaborare i dati relativi all’anagrafica (65% degli intervistati), il comportamento d’acquisto (61%), l’interazione con i canali proprietari (sito, social, call center, etc) (46%). Seguono al 31% l’interazione in negozio e con il programma fedeltà e poi al 26% la soddisfazione rispetto all’esperienza d’acquisto e rispetto al prodotto».

Nel 2017 il consumatore è andato in cerca di esperienze di acquisto seamless tra l’online e l’offline e ha premiato i brand in grado di produrla. Lo store fisico si sta trasformando in un touch point dell’esperienza del cliente, che coinvolge più canali e i retailer devono dimostrarsi in grado di creare quest’esperienza al fine di poter competere tra loro, ma soprattutto con Amazon che, oltre ad essere il player online più imponente del mondo
occidentale, ha recentemente acquisito la catena di negozi fisici Whole Foods e ha aperto i suoi primi stores fisici, al fine di creare dei punti di contatto con il cliente e rendere l’esperienza omnicanale

I negozi fisici continuano ad essere presenti? Probabilmente sì, come parte dell’esperienza d’acquisto. Potranno fungere, ad esempio, da “generatore di esperienza” o da showroom, per consentire al cliente di conoscere il prodotto, provarlo ed entrare in contatto con il brand.

Andare in negozio sarà considerata sempre più un’esperienza paragonabile ad andare al cinema a vedere un film, invece che guardarlo a casa. Il consumatore, in effetti, si aspetta attività coinvolgenti, come gli eventi, nonché l’utilizzo di tecnologia, come ad esempio la realtà aumentata, per provare i capi solo virtualmente o ottenere suggerimenti per gli abbinamenti.

Allo stesso modo, dovranno trasformarsi gli acquisti in negozio: al cliente dovranno essere fornite le possibilità di effettuare l’acquisto in modo tradizionale, ma anche online tramite supporti digitali offerti dallo store oquelli dello stesso cliente. Anche la consegna dovrà evolvere, favorendo l’invio del prodotto a domicilio con consegna veloce, anche in giornata.

Condividi e commenta con Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

pippo